Psicoterapia cognitivo-comportamentale nei disturbi del comportamento alimentare

Diffusione dei Disturbi Alimentari

Gli studi sulla prevalenza dei Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA) indicano che nella popolazione femminile la frequenza è di circa dello 0,3-0,5% per l’Anoressia Nervosa, e dell’1-2% per la Bulimia Nervosa.

Inoltre, quasi il 10% delle ragazze in età a rischio (tra i 15 e i 25 anni) soffre di un Disturbo Alimentare “parziale” o “subclinico”, ovvero un disturbo in cui sono presenti soltanto alcuni dei criteri dell’Anoressia Nervosa o della Bulimia Nervosa, dunque manifesta un quadro psicopatologico e fisico meno grave rispetto alle diagnosi “piene”.
In tal senso, ad esempio, è possibile riscontrare casi clinici di disturbo del comportamento alimentare in cui tutti i criteri diagnostici dell’Anoressia Nervosa risultano soddisfatti (es. autovalutazione centrata principalmente o esclusivamente sulla forma del corpo, sul peso e sulla capacità di controllarli, grave restrizione alimentare, distorsione dell’immagine corporea, etc.) tranne che il peso corporeo della persona, nonostante un calo ponderale marcato e spesso repentino, rientra ancora nella normalità.
In altri casi di disturbo del comportamento alimentare sono presenti tutti i criteri della Bulimia Nervosa, ma la frequenza delle crisi bulimiche e dei comportamenti di compensazione è ancora sporadica.

Infine, circa il 30% dei pazienti con Obesità che richiedono una cura per perdere peso soffre in realtà di Disturbo da Alimentazione Incontrollata e circa il 9% di Sindrome dell’Alimentazione Notturna .

 

AUTORE: Dott.ssa Mariangela Gaudio – Psicologa Psicoterapeuta
sedi: Mirano (Venezia) – Padova

 


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